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Insegnanti: alleati o nemici?

May 24, 2021

Per i dislessici, gli insegnanti possono essere alleati straordinari o terribili nemici.

La scuola dovrebbe essere un ambiente protetto, accogliente, un luogo in cui ogni studente può esprimere e accrescere il suo potenziale. Purtroppo, per i dislessici non è (sempre) così.

All’interno della scuola, i dislessici hanno vita difficile, specialmente se l’istituto e gli insegnanti hanno una visione distorta della dislessia. E questo accade nella maggior parte delle scuole italiane. 

Come si affronta una situazione del genere? Te lo spiego passo passo.

 

Insegnanti nemici: come accorgersene

La frasi tipiche degli insegnanti nemici sono: “Suo figlio è svogliato”, “Suo figlio è intelligente ma non si applica”, “Suo figlio è molto distratto”. Quando un docente parte da questo presupposto, si inizia davvero con il piede sbagliato, e la strada per te e tuo figlio sarà in salita.

Ma questo non è l’unica opzione. A volte, gli insegnanti semplicemente ignorano gli studenti dislessici. E anche questo è un atteggiamento pericoloso, perché lo studente viene privato della possibilità di imparare e crescere come tutti gli altri. 

Fai attenzione ai segnali negativi che arrivano dalla scuola.

Ci sono tanti indizi che puoi carpire, da genitore, per sapere come gli insegnanti affrontano la dislessia. Basta prestare attenzione ai racconti di tuo figlio sulle giornate tra i banchi, oppure ascoltare cosa dicono gli insegnanti ai colloqui, cercando di scavare oltre la superficie. Spesso, leggendo tra le righe, puoi captare i segnali negativi. 

Infatti, gli insegnanti possono rivelarsi pericolosi in due casi principali.

  • Insegnanti giudicanti: pensano che tuo figlio sia in malafede, che non si impegna abbastanza perché non ha buona volontà. Fanno di tutto per rendergli la vita difficile, lo mettono in imbarazzo davanti alla classe, e non hanno problemi a spendere parole negative su di lui ai colloqui con i genitori.
  • Insegnanti limitanti: non giudicano tuo figlio come svogliato, però lo etichettano come una causa persa. Non si accaniscono su di lui o lei, ma allo stesso tempo non fanno niente per aiutarlo. Semplicemente, non credono nelle sue doti. Sono quelli che, durante i colloqui, gettano la spugna: “Per questo studente non c’è molto da fare”.

 

I pregiudizi sulla dislessia a scuola

Il sistema scolastico riconosce la dislessia come un disturbo specifico dell’apprendimento, ma spesso non fa nulla per gli studenti dislessici, oltre all’ordinaria burocrazia del Piano Didattico Personalizzato.

Il vero problema sta nella mentalità degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. 

Purtroppo, so per esperienza che la maggior parte del corpo docente condivide pregiudizi e credenze negative sui dislessici. 

Dal punto di vista dell’insegnante, i ragazzi dislessici non sono “materiale utile” per il loro lavoro, e spesso credono che la presenza di dislessici in classe non faccia che rallentare il loro programma di insegnamento.

Altri insegnanti, pur non avendo un giudizio ultra negativo sui dislessici, conservano comunque il pregiudizio che la dislessia sia un limite, qualcosa di insuperabile, che per forza di cose trasforma lo studente in una specie di dis-abile.

Insomma, in entrambi i casi, la scuola sarà nemica di tuo figlio.

 

I limiti sono nella scuola, non in tuo figlio

Un altro aspetto che voglio chiarire è questo: docenti buoni o cattivi, la scuola non può aiutare gli studenti dislessici a superare le difficoltà della dislessia.

Questa frase dovrebbe essere stampata a caratteri cubitali nella testa dei genitori. 

Quindi, anche se tuo figlio ha la fortuna di trovare insegnanti illuminati e votati all’inclusione, sappi che non è a scuola che tuo figlio può risolvere alla radice le difficoltà di lettura e di studio.

La scuola non può essere d’aiuto perché il metodo di lettura che utilizzano non è adatto al sistema percettivo e di ragionamento dei dislessici. 

Però, come abbiamo visto, i dislessici hanno bisogno di un metodo di lettura fatto appositamente per loro: altrimenti, non impareranno mai e poi mai a leggere!

Detto questo, da genitore devi capire cosa puoi pretendere e cosa no dalla scuola.

 

Insegnanti alleati, come si comportano

Gli insegnanti alleati sono quelli che non hanno pregiudizi sulla dislessia; riconoscono il valore e i talenti dei dislessici. Sono quegli insegnanti che sanno di non poter eliminare la dislessia degli studenti, ma fanno la loro parte per coinvolgere e valorizzare i ragazzi dislessici.

Per esempio, variano i metodi di insegnamento, stimolano la creatività e la libera espressione, lavorano sulla classe per renderla un gruppo affiatato, rispettoso delle diversità, e capace di fare gioco di squadra.

Un bravo insegnante non si limita a mettere in pratica il Piano Didattico Personalizzato o a usare gli strumenti compensativi. 

Inoltre, un insegnante alleato va incontro alla famiglia e offre supporto ai genitori del dislessico, con un atteggiamento positivo e adattivo.

Ne ho conosciuti di insegnanti così, ma purtroppo sono una minoranza. Ed è per questo che spesso gli studenti dislessici sono fortemente stressati, ansiosi e demotivati nei confronti della scuola.

 

Cosa dovrebbero fare i genitori?

Il ruolo del genitore è centrale nel benessere dei ragazzi dislessici. Ci sono 3 cose che ogni genitore dovrebbe assolutamente fare.

  1. Non fare la guerra alla scuola
    La scuola non cambia e nemmeno i docenti possono cambiare, da un giorno all’altro. Perciò, mettersi contro la scuola non serve a niente. È comprensibile che da genitore vorresti tutelare tuo figlio e far valere le vostre ragioni. Ma un atteggiamento ostile verso gli insegnanti non fa che peggiorare la situazione di tuo figlio in classe.
  2. Trovare una scuola positiva verso la dislessia
    La cosa più saggia da fare è inserire tuo figlio in una scuola che adotta un atteggiamento positivo e inclusivo nei confronti degli studenti dislessici. Parla con i dirigenti scolastici prima di scegliere. 
  3. Risolvere le difficoltà della dislessia con un professionista
    Le difficoltà di lettura non devono essere un ostacolo per tutta la vita. Quindi, è indispensabile affidarsi a un professionista in grado di risolvere alla radice queste difficoltà, con un metodo di lettura e studio per dislessici. Non ci sono alternative: questo è l’unico modo per assicurare a tuo figlio autonomia nella lettura, nello studio, e in ogni ambito della sua vita.

Ti consiglio di mettere in atto queste strategie per migliorare la quotidianità tua e di tuo figlio.

 

Cecilia Cruz

 


 

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