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Il Sistema Scolastico funziona come una fabbrica

May 04, 2021

La scuola dovrebbe permettere ai ragazzi di sviluppare le loro potenzialità uniche. Ma non lo fa.

La scuola è un sistema di educazione unitario che ha lo scopo di garantire un’istruzione di uguale livello a tutti gli studenti del Paese. Ma purtroppo non sempre ci riesce.

Anzi, accade di peggio. Il Sistema Scolastico sembra tarato per “produrre” menti che ragionano tutte allo stesso modo, persone con competenze tutte uguali. E credo anche che lasci poco spazio ai talenti individuali. 

Insomma, la scuola funziona un po’ come una fabbrica. Ti spiego perché.

 

Cervelli creati in serie

La scuola impone un sistema standardizzato che non tiene conto delle diverse individualità.

La scuola funziona come un sistema e i sistemi seguono procedure standard. Lo fa in tanti modi: con il programma scolastico, con il metodo di insegnamento, con le modalità di verifica e valutazione delle conoscenze, e via dicendo. E questo di fondo non è sbagliato, ma è sbagliato il modo in cui vengono applicate queste procedure.

Perché è come se ogni anno scolastico fosse il reparto di una lunga catena di montaggio. Il prodotto finito dovrà essere un ragazzo con conoscenze X e competenze Y, pronto per affrontare il mondo del lavoro o per proseguire gli studi all’università.

Ecco cosa dovremmo essere per il sistema scolastico: cervelli creati in serie. Non è un caso che i metodi standard e l’elevata competitività mettano sotto stress più del 50% degli studenti (dati ’OCSE).

 

Gli errori della catena di montaggio

Nell’educazione standardizzata c’è un errore di fondo: non considerare che gli studenti non sono un lotto di bulloni tutti uguali, e per questo la scuola non può funzionare come una catena di montaggio.

È scientificamente provato che esistono tanti tipi di intelligenza.

Secondo Howard Gardner, psicologo e docente della Harvard University, ogni persona possiede più tipi di intelligenza: queste lavorano in sinergia fra loro, ma in maniera del tutto unica.

Ogni persona, in modo consapevole o meno, si specializza in alcune forme di intelligenza.

Le 7 intelligenze individuate da Gardner sono: Linguistica, Logico-matematica, Musicale, Visuo-spaziale, Corporeo-cinestetica, Interpersonale, Intrapersonale.

Purtroppo il Sistema Scolastico è strutturato solo su 2 di queste intelligenze: quella linguistica e quella logico-matematica. In questo modo, la scuola promuove il pensiero lineare, sequenziale, logico. Così facendo, taglia fuori il pensiero creativo e l’intelligenza emotiva.

 

Uguale istruzione non significa uguali opportunità

Albert Einstein diceva che non si può giudicare un pesce perché non riesce ad arrampicarsi sugli alberi. Eppure, la nostra scuola fa esattamente questo.

Il Sistema Scolastico standardizzato ha il merito di permettere a tutti di studiare. Ma non di apprendere allo stesso modo.

Insomma, se tutti abbiamo il diritto di ricevere un’istruzione, perché non dovrebbe esserci consentito anche di imparare attraverso dei metodi specifici che tengano conto delle specifiche diversità?

La scolarizzazione è stato un grande traguardo: solo pochi decenni fa, non era scontato garantire l’istruzione a tutti. Però, bisogna riconoscere le falle del sistema, se desideriamo un’istruzione sempre più inclusiva, migliore, al passo con i grandi cambiamenti dei nostri tempi.

Per come la vedo io, stiamo assistendo a un vero e proprio paradosso del Sistema Scolastico: istruire tutti con lo stesso metodo, di fatto, porta al fallimento della missione originaria, e cioè garantire a tutti l’apprendimento.

 

Dislessia, l’eccezione che manda in tilt il sistema

Questo è evidente nel caso degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, come la dislessia. Chi non si omologa ai metodi scolastici standard rischia di sentirsi come un “pezzo fallato”, merce venuta male che non verrà mai immessa sul mercato.

Dal momento che i dislessici hanno un modello di pensiero diverso dalla maggioranza delle persone, non gli viene concessa l'opportunità di imparare come a tutti gli altri.

La scuola non conosce il metodo di apprendimento adatto ai dislessici. Per questo, “evita” di insegnare ai dislessici. 

Ti sembrerà un’affermazione forte, ma ti assicuro che corrisponde alla realtà. Il fatto che la scuola abbia introdotto strumenti compensativi e misure dispensative ne è la prova vivente.

Queste misure, che dovrebbero garantire le pari opportunità di istruzione, sono come delle “cure palliative”. Evitano che il dislessico legga in classe, evitano che faccia un compito scritto, ma di fatto non offrono soluzioni per rendere il dislessico autonomo nello studio.

L’unico risultato è che, utilizzando parametri di giudizio diversi dagli altri, allo studente dislessico si evitano pessimi voti e bocciature.

Ma il dislessico come studia a casa? E come se la caverà nella vita, nel suo futuro da adulto? Al Sistema Scolastico sembra non interessare.

 

A ognuno il suo metodo di apprendimento

Poco fa ti ho parlato di intelligenze multiple, ma devi sapere che sono multipli anche i sistemi di apprendimento e di elaborazione delle informazioni. 

Lo psicologo Albert Mehrabian ha osservato che le persone sviluppano preferenze verso alcuni canali di apprendimento rispetto ad altri. Questi canali sono: visivo (immagini e video), auditivo (suoni, parole, rumori) e cinestesico (sensi come tatto, gusto, olfatto).

È stato riscontrato che i dislessici preferiscono il canale di apprendimento visivo e non-verbale.

Forse il Sistema Scolastico dovrebbe rivedere i suoi metodi di insegnamento, non solo nell’interesse degli studenti con DSA, ma a beneficio di tutti.

Non ci si aspetta uno stravolgimento totale. Però, credo che la soluzione stia nell’individuare le metodologie di insegnamento e le attività didattiche specifiche per ogni categoria di studenti. In questo modo, ogni alunno, dislessico o non... si sentirebbe più accolto e valorizzato nella sua unicità.

In ogni caso, per te che sei genitore di un ragazzo dislessico, attendere questi cambiamenti, equivale a sopportare anni di sofferenze e ingiustizie nei confronti di tuo figlio.

Questo è il motivo per il quale tanti genitori si rivolgono a noi, perché hanno capito che aspettare un cambiamento del sistema scolastico è troppo rischioso...

 

Cecilia Cruz

 


 

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