Chi sono gli specialisti in dislessia e come possono aiutarti

Per chi si avvicina per la prima volta ai disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), il panorama degli specialisti in dislessia può sembrare molto vasto e articolato. In parte, è così, ma non bisogna confondersi.

Per affrontare la dislessia correttamente e affidarsi ai professionisti giusti, bisogna essere informati. Infatti, uno specialista non vale l’altro e, cosa più importante, bisogna attenersi all’iter stabilito dalla legge per diagnosticare la dislessia e provvedere al trattamento.

In questo articolo, ti spiego chi sono gli specialisti in dislessia, quale ruolo svolge ogni figura e come si può impostare un percorso corretto per favorire il successo scolastico e la serenità dei ragazzini con dislessia.

Ti garantisco che queste informazioni ti saranno utilissime in ogni caso: sia se tuo figlio ha una dislessia certificata, sia se al momento c’è solo il dubbio. Ecco di cosa ti parlo.

1- Gli specialisti in dislessia per la diagnosi e certificazione

2- Logopedisti e operatori della riabilitazione: cosa fanno?

3- Cosa fa la scuola per prendersi cura degli studenti dislessici

4- Altri specialisti in dislessia e soluzioni utili

5- Metodo di lettura e studio su misura per i dislessici: DysWay

Gli specialisti in dislessia per la diagnosi e certificazione

In Italia, la diagnosi clinica della dislessia può essere eseguita solo da psicologi e medici dell’infanzia specializzati in disturbi specifici dell’apprendimento. Puoi trovare i clinici abilitati alla diagnosi nella tua Asl locale o negli studi privati.

Comericonoscere uno specialista in dislessia? È più semplice di quanto pensi. Se sospetti che tuo figlio sia dislessico, non devi fare altro che contattare l’azienda sanitaria locale e chiedere quali sono le strutture dedicate alla valutazione e diagnosi.

Una volta trovato il centro dislessia, pubblico o privato, tu e tuo figlio sarete indirizzati agli specialisti competenti. Da lì, comincerà il percorso di valutazione.

Chi certifica la dislessia e come lo fa? La diagnosi viene fatta da un neuropsichiatra o psicologo abilitati, insieme ad altre figure come il logopedista. La valutazione avviene attraverso dei test standardizzati, condivisi e approvati dalle associazioni scientifiche e mediche competenti in materia.

Al termine della valutazione, se il ragazzino risulta dislessico, gli specialisti forniranno la certificazione e un referto.

Logopedisti e operatori della riabilitazione: cosa fanno?

Parlando con altre mamme o cercando su internet, potresti aver sentito parlare di altre figure legate alla dislessia, tra cui logopedisti e operatori per la riabilitazione. Ecco, questi professionisti non sono abilitati alla stesura della diagnosi da soli, quindi non sono loro a certificare la dislessia.

Però, in qualità di specialisti in dislessia o problematiche correlate, possono partecipare al processo di valutazione, lavorando in team con il neuropsichiatra o psicologo. Oppure, possono offrire dei servizi in una fase successiva alla diagnosi, cioè il trattamento.

Le fasi di trattamento e riabilitazione non sono obbligatorie. Lo specialista in dislessia potrebbe consigliare alcune attività di supporto al ragazzino, se le circostanze lo richiedono. Per esempio, il logopedista può aiutare i ragazzini con difficoltà di linguaggio ed espressione, mentre l’operatore di psicomotricità può aiutare a sviluppare le abilità motorie, espressive e comunicative.

Non ci sono prassi né percorsi prestabiliti, tutto dipende dalle esigenze del ragazzino: in caso di bisogno, verrà indirizzato verso i trattamenti personalizzati.

Cosa fa la scuola per prendersi cura degli studenti dislessici

Quando uno studente riceve la certificazione per dislessia o altri DSA, la famiglia dovrà consegnare la diagnosi alla scuola e richiedere il Piano Didattico Personalizzato (PDP).

Il PDP ha lo scopo di garantire il diritto allo studio attraverso attività didattiche personalizzate che tengano conto delle difficoltà dello studente. Tra le varie strategie attuate dalla scuola, ci sono strumenti compensativi e misure dispensative.

Gli strumenti compensativi costituiscono un sostegno che può migliorare l’apprendimento. Ad esempio, l’alunno potrebbe usare computer, calcolatrici, audiolibri per rendere più accessibili le attività scolastiche e i compiti a casa.

Le misure dispensative permettono di adeguare le attività didattiche alle esigenze dello studente. Ad esempio, si potrebbero ottenere interrogazioni programmate (e non “a sorpresa”), più tempo per svolgere le prove, l’esonero dalla lettura a voce alta o dal prendere appunti e così via.

C’è una cosa importante da chiarire: la certificazione di dislessia non dà diritto all’insegnante di sostegno, a meno che lo studente non sia certificato dalla legge 104/92.

Un altro aspetto che può generare confusione è quello delle aspettative che la famiglia ripone negli insegnanti. Gli insegnanti non sono specialisti in dislessia. Quindi, i genitori devono solo assicurarsi che venga attuato il Piano Didattico Personalizzato. Ci sono però dei casi fortunati (molto pochi): può capitare di trovare insegnanti preparati nella didattica per DSA e BES che si impegnano a rendere l’insegnamento più accessibile e sereno per tutti. Ma, credimi, non è la norma.

In ogni caso, ricorda che gli insegnanti svolgono un ruolo fondamentale: osservando gli studenti quotidianamente, possono essere proprio loro i primi ad accorgersi di un’ipotetica dislessia o di altri disturbi dell’apprendimento.

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Altri specialisti in dislessia e soluzioni utili

Negli anni, sono nate nuove figure professionali specializzate in dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.

Una delle professioni più dibattute è quella del tutor DSA. Si tratta di specialisti dell’apprendimento capaci di aiutare i ragazzini con dislessia, DSA o Bisogni Educativi Speciali (BES) a sviluppare tecniche di studio personalizzate per facilitare la vita scolastica.

Peccato che il panorama dei tutor DSA sia un po’ come un campo minato: difficile capire “a prima vista” quali professionisti sono competenti e quali no. Mi spiego meglio: i tutor specialisti in dislessia non danno ripetizioni, non offrono un semplice aiuto per i compiti e, soprattutto, non si sostituiscono a tuo figlio.

Purtroppo, a qualcuno basta ricorrere a questi escamotage, senza accorgersi che sono dannosi per il futuro dello studente dislessico. La verità è che esistono dei metodi di apprendimento fatti su misura per i dislessici, offerti da veri specialisti in dislessia. Questi sì che sono soluzioni praticabili ed efficaci.

Metodo di lettura e studio su misura per i dislessici: DysWay

Ogni genitore dovrebbe desiderare la massima autonomia nella lettura e nello studio, per un figlio dislessico. Il ragazzino ha il diritto di sviluppare il proprio potenziale, imparare a cavarsela da solo con la scuola e conquistare serenità.

Accontentarsi di strumenti compensativi, misure dispensative e “aiutini” extra significa limitare le potenzialità dello studente e limitare la sua vita da adulto.

Ci sono passata anche io: da dislessica, ho sofferto molto perché temevo di non avere le stesse opportunità dei miei coetanei. Per questo, ho creato DysWay: un metodo di studio per dislessici e altri DSA che punta proprio a risolvere le difficoltà, facendo leva sui punti di forza della “mente dislessica”.

È il caso di guardare la faccenda dalla prospettiva giusta: la dislessia non è una malattia, ma un modo di pensare. L’insegnamento tradizionale non è efficace per la mente del dislessico: crea solo confusione e disorientamento.

DysWay, al contrario, si basa sulle conoscenze scientifiche sui disturbi dell’apprendimento e sulla mia esperienza personale di dislessica. È capace di offrire strategie a lungo termine che rendono autonomo tuo figlio nelle attività didattiche: lettura, comprensione, memoria e nella vita.

Se cerchi uno specialista in dislessia per aiutare tuo figlio a superare le difficoltà, non esitare a contattare uno dei nostri centri in Italia.

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