Dislessia e Invalidità: Esiste una Percentuale? Cosa Dice la Legge
Dislessia e invalidità: esiste una percentuale? No. La dislessia non è una malattia. Scopri cosa prevede la legge, l'indennità di frequenza e perché non serve.
«Qual è la percentuale di invalidità per la dislessia?»
È una delle domande più cercate dai genitori. E la risposta potrebbe sorprenderti.
La dislessia non dà diritto a invalidità civile. Non esiste una percentuale. Non è nelle tabelle INPS. Perché? Perché la dislessia non è una malattia, non è una menomazione, non riduce la capacità lavorativa.
Esistono tutele per i minori — l'indennità di frequenza — ma sono cosa diversa dall'invalidità. In questo articolo ti spiego cosa dice davvero la legge, quali tutele esistono, e perché cercare una "percentuale di invalidità" potrebbe essere la domanda sbagliata.
Ecco cosa troverai in questo articolo:
- → La dislessia dà diritto all'invalidità civile?
- → Perché non esiste una percentuale di invalidità
- → L'indennità di frequenza: cos'è e come funziona
- → Indennità di frequenza vs invalidità: la differenza
- → La Legge 104: quando si applica ai DSA
- → Cosa succede a 18 anni
- → Il problema della "mentalità da invalidità"
- → Risolvere le difficoltà invece di certificarle
- → FAQ
- → Conclusione
La dislessia dà diritto all'invalidità civile?
Risposta breve: No.
La dislessia non è inclusa nelle tabelle di invalidità civile dell'INPS. Non esiste una "percentuale di invalidità per dislessia".
Perché? L'invalidità civile riguarda persone con menomazioni fisiche, psichiche o sensoriali che riducono permanentemente la capacità lavorativa di almeno un terzo.
La dislessia:
- Non è una menomazione
- Non è una malattia
- Non riduce la capacità lavorativa
- Non è progressiva né degenerativa
È un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) — una caratteristica neurologica che riguarda il modo in cui il cervello elabora il linguaggio scritto.
Un dislessico può fare qualsiasi lavoro. Può diventare medico, avvocato, imprenditore, ingegnere. La dislessia non limita le possibilità professionali — limita solo (e temporaneamente, se affrontata) l'apprendimento scolastico tradizionale.
→ Approfondimento: Cos'è la dislessia
Perché non esiste una percentuale di invalidità
Le tabelle INPS assegnano percentuali di invalidità in base alla riduzione della capacità lavorativa.
Esempi di percentuali INPS:
- Cecità totale: 100%
- Sordità completa: 80%
- Amputazione arto: 40-65%
- Diabete insulino-dipendente: 41-50%
- Dislessia: NON PRESENTE
La dislessia non compare in queste tabelle perché:
- Non riduce la capacità lavorativa — un adulto dislessico lavora come tutti gli altri
- Non è una condizione medica invalidante — è una neurodiversità
- Le difficoltà riguardano l'apprendimento scolastico — non la vita adulta e lavorativa
- Le difficoltà possono essere superate — non sono permanenti e irreversibili
Cercare una "percentuale di invalidità per dislessia" è come cercare una percentuale per essere mancini. Non ha senso — perché non è una disabilità.
L'indennità di frequenza: cos'è e come funziona
Se la dislessia non dà invalidità, esistono comunque tutele economiche per i minori.
L'indennità di frequenza (Legge 289/1990) è un contributo mensile per minori con "difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell'età".
Importo 2025: circa €336 al mese
A chi spetta:
- Minori di 18 anni
- Con diagnosi di DSA certificata
- Che frequentano scuola o centri riabilitativi
- Con reddito familiare sotto soglia (circa €5.700 annui)
A cosa serve:
- Sostenere le spese per specialisti
- Acquistare strumenti compensativi
- Pagare logopedia o altri interventi
- Supportare la famiglia economicamente
Come richiederla:
- Ottenere diagnosi DSA
- Richiedere certificato al pediatra/medico
- Presentare domanda INPS (online o tramite patronato)
- Attendere visita della commissione
⚠️ Attenzione: L'INPS spesso rigetta le domande per DSA. In caso di rifiuto, è possibile fare ricorso — e spesso si vince.
Indennità di frequenza vs invalidità: la differenza fondamentale
È importante capire: l'indennità di frequenza non è invalidità.
| Aspetto | Indennità di frequenza | Invalidità civile |
|---|---|---|
| Base legale | Legge 289/1990 | Legge 118/1971 |
| Destinatari | Solo minori (0-18 anni) | Tutte le età |
| Requisito | Difficoltà persistenti | Riduzione capacità lavorativa |
| Percentuale | Non esiste | Dal 33% al 100% |
| Durata | Fino ai 18 anni | Permanente o a revisione |
| Effetti futuri | Nessuno | Può influire su lavoro |
Il verbale per l'indennità di frequenza dice: "minore con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età".
Non dice "invalido". Non assegna percentuali.
A 18 anni l'indennità cessa automaticamente. Non lascia traccia. Non preclude nessuna carriera o mansione lavorativa.
Tuo figlio ha difficoltà scolastiche?
Scopri come risolverle alla radice invece di gestirle con sussidi.
👉 Prenota la consulenza gratuitaLa Legge 104: quando si applica ai DSA
La Legge 104/1992 tutela le persone con handicap — cosa diversa sia dall'invalidità che dai DSA.
Può un dislessico ottenere la 104? In teoria sì, ma solo in casi specifici.
Requisiti per la 104:
- Minorazione fisica, psichica o sensoriale
- Che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione
- Che determina svantaggio sociale o emarginazione
Per un DSA "puro" (senza altre condizioni associate), la 104 viene raramente concessa. La dislessia da sola non è considerata "handicap" dalla commissione.
Quando può essere concessa:
- DSA con comorbidità significative
- Situazioni di grave compromissione emotiva/sociale
- Casi con impatto severo sulla vita quotidiana
Benefici della 104 (se concessa):
- Permessi lavorativi per i genitori
- Possibilità di richiedere insegnante di sostegno
- Agevolazioni fiscali
Importante: La 104 e l'indennità di frequenza sono cose diverse. Si possono avere entrambe, una sola, o nessuna delle due.
Cosa succede a 18 anni
Ecco la realtà che pochi spiegano.
A 18 anni:
- L'indennità di frequenza cessa
- Le tutele scolastiche (PDP) finiscono con la scuola
- Le agevolazioni per DSA all'università sono limitate
- Nel mondo del lavoro non esistono tutele specifiche per DSA
Il dislessico adulto affronta la vita come tutti gli altri. Senza sussidi, senza percentuali, senza etichette.
E qui emerge la domanda cruciale: tuo figlio arriva a 18 anni ancora con le difficoltà di lettura e comprensione?
Se sì, avrà problemi. Non perché sia "invalido" — ma perché le difficoltà non risolte restano.
Se le difficoltà vengono superate durante l'infanzia e l'adolescenza, a 18 anni avrà una vita normale. Senza bisogno di pensioni, sussidi o riconoscimenti.
Il problema della "mentalità da invalidità"
Dobbiamo dirlo chiaramente.
Cercare una "percentuale di invalidità per dislessia" significa pensare alla dislessia come a una condizione permanente, irreversibile, invalidante.
Ma la dislessia non è questo.
Le difficoltà di lettura, scrittura, comprensione possono essere superate. Non gestite. Non compensate. Superate.
Quando un genitore cerca l'invalidità, sta implicitamente dicendo: "mio figlio resterà così per sempre".
Ma non è vero.
La domanda giusta non è "quale percentuale di invalidità spetta a mio figlio?"
La domanda giusta è: "come posso aiutare mio figlio a superare le difficoltà?"
L'indennità di frequenza esiste per sostenere le famiglie mentre lavorano sulle difficoltà — non per "pensionare" un bambino di 8 anni.
→ Approfondimento: Dislessia trattamenti: cosa funziona davvero
Risolvere le difficoltà invece di certificarle
Facciamo un calcolo.
L'indennità di frequenza è circa €336/mese. In 10 anni (da 8 a 18 anni) sono circa €40.000.
Questi soldi servono a: logopedia, strumenti compensativi, specialisti, supporto scolastico.
Ma dopo 10 anni di "compensazione", il ragazzo a 18 anni ha ancora le stesse difficoltà. Solo che ora non ha più sussidi.
E se invece di compensare per 10 anni, si risolvesse il problema in pochi mesi?
Il metodo visivo lavora con il cervello dislessico, non contro. Insegna a leggere in modo efficace, a comprendere davvero, a studiare in autonomia.
Quando le difficoltà vengono risolte:
- Non servono più strumenti compensativi
- Non serve più logopedia infinita
- Non serve più l'indennità di frequenza
- A 18 anni il ragazzo è autonomo
Vuoi che tuo figlio superi le difficoltà invece di conviverci?
L'obiettivo è l'autonomia, non i sussidi.
👉 Prenota la consulenza gratuitaFAQ
Qual è la percentuale di invalidità per la dislessia?
Non esiste. La dislessia non è inclusa nelle tabelle di invalidità civile INPS perché non è una malattia e non riduce la capacità lavorativa.
La dislessia dà diritto alla pensione di invalidità?
No. La dislessia non dà diritto a pensione di invalidità né ad altre prestazioni per invalidi civili.
Cos'è l'indennità di frequenza per DSA?
È un contributo mensile (circa €336) per minori con difficoltà scolastiche. Serve a sostenere le spese per specialisti e strumenti. Cessa automaticamente a 18 anni.
La dislessia dà diritto alla Legge 104?
Raramente. La 104 richiede una condizione di "handicap" che la dislessia da sola generalmente non configura. Può essere concessa in casi con comorbidità o impatto severo.
Cosa succede al dislessico quando compie 18 anni?
L'indennità di frequenza cessa. Le tutele scolastiche finiscono. Il giovane adulto affronta la vita senza sussidi specifici per DSA.
Conclusione — Non cercare l'invalidità, cerca l'autonomia
La dislessia non dà diritto a invalidità civile. Non esiste una percentuale. Non è una malattia.
Esistono tutele per i minori — l'indennità di frequenza — che aiutano le famiglie a sostenere i costi degli interventi.
Ma la vera domanda è: questi interventi stanno risolvendo le difficoltà o le stanno solo gestendo?
Un bambino che riceve sussidi per 10 anni e arriva a 18 anni con le stesse difficoltà non ha ricevuto un aiuto — ha ricevuto un cerotto.
L'obiettivo non è ottenere una percentuale di invalidità. L'obiettivo è che tuo figlio non ne abbia mai bisogno.
Quando le difficoltà vengono superate, la dislessia diventa quello che è davvero: un modo diverso di pensare, con punti di forza unici e nessun limite reale.
→ Leggi le testimonianze di chi ci è riuscito
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