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Dislessia e Coordinazione Motoria: Il Collegamento che Devi Conoscere (2026)

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 Dislessia e Coordinazione Motoria: Perché tuo figlio è "goffo" e cosa c'entra con la lettura.

Se tuo figlio dislessico è anche impacciato nei movimenti, inciampa spesso, fa fatica ad allacciarsi le scarpe o sembra "goffo" rispetto ai coetanei, non sono due problemi separati.

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che dislessia e difficoltà di coordinazione motoria hanno la stessa radice. Capire questo collegamento è fondamentale per aiutare davvero tuo figlio.

Molti genitori notano che il loro bambino dislessico ha anche altre difficoltà: sembra scoordinato quando corre, non riesce ad afferrare bene la palla, fa fatica a vestirsi da solo, ha una scrittura illeggibile.

Spesso vengono fatte diagnosi separate: dislessia, disgrafia, disprassia, disturbo della coordinazione motoria. Come se fossero problemi diversi che richiedono interventi diversi.

Ma la scienza ci dice qualcosa di diverso. E capirlo può cambiare tutto.

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Cos'è il Disturbo della Coordinazione Motoria (e la Disprassia)

Il Disturbo della Coordinazione Motoria (in inglese DCD - Developmental Coordination Disorder) è una condizione che colpisce circa il 5-6% dei bambini in età scolare. A volte viene chiamato anche disprassia, anche se tecnicamente i due termini hanno sfumature diverse.

In parole semplici: il bambino ha difficoltà a pianificare, coordinare ed eseguire movimenti — nonostante abbia un'intelligenza normale e non abbia problemi neurologici evidenti.

COME SI MANIFESTA:

  • Movimenti grosso-motori: corre in modo "pesante", inciampa, ha scarso equilibrio, fa fatica negli sport
  • Movimenti fino-motori: difficoltà con forbici, scrittura, disegno, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi
  • Coordinazione oculo-manuale: non riesce ad afferrare bene una palla, urta le cose
  • Sequenze di azioni: fa fatica a vestirsi nell'ordine giusto, a seguire istruzioni in sequenza

Il bambino viene spesso descritto come "goffo", "imbranato", "maldestro". Ma non è pigrizia o disattenzione: è il suo cervello che elabora le informazioni motorie in modo diverso.

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Il Legame con la Dislessia: Cosa Dicono le Ricerche

Ecco il punto cruciale: dislessia e disturbo della coordinazione motoria si presentano spesso insieme. Non è un caso.

LE EVIDENZE SCIENTIFICHE:

  • Fawcett, Nicolson e Dean (1996) hanno dimostrato che i bambini con dislessia e quelli con DCD mostrano le stesse difficoltà nell'eseguire due compiti motori contemporaneamente
  • Denckla (1984) ha affermato che la goffaggine nei primi anni di vita ha valore predittivo per disturbi dell'apprendimento in età scolare
  • Rasmussen e Gillbert (2000): la disprassia si associa nella maggior parte dei casi a difficoltà di lettura, scrittura e calcolo
  • Ricerche neurofisiologiche: la dislessia è stata definita una "disprassia sequenziale"

In altre parole: se tuo figlio è dislessico e anche "goffo", non ha due problemi diversi. Ha lo stesso modo diverso di elaborare le informazioni che si manifesta sia nella lettura che nel movimento.

Il punto chiave: Gubbay (1975-1985) osservò che i bambini "goffi" non erano solo maldestri: molti non sapevano scrivere e disegnare. Tutti avevano un QI alto, ma c'era una differenza significativa tra QI verbale e QI di performance.

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La Radice Comune: Sequenze e Funzioni Esecutive

Per capire davvero il collegamento, dobbiamo guardare come funziona il cervello di questi bambini.

Sia la lettura che il movimento coordinato richiedono la stessa cosa: elaborare sequenze di informazioni in modo fluido e automatico.

Leggere Muoversi in modo coordinato
Riconoscere le lettere in sequenza Pianificare i movimenti in sequenza
Fondere i suoni automaticamente Coordinare i muscoli automaticamente
Mantenere il ritmo e la fluidità Mantenere equilibrio e fluidità
Predire cosa viene dopo Anticipare il movimento successivo
Integrare informazioni visive Integrare informazioni sensoriali

Le ricerche di Schmahmann (1991) hanno rilevato che il cervelletto — la parte del cervello che regola la coordinazione motoria — ha anche funzioni cognitive: è implicato nella memoria di lavoro, nell'attenzione, nelle funzioni linguistiche.

Ecco perché la dislessia è stata definita una "disprassia sequenziale": entrambe derivano da una difficoltà nell'elaborare sequenze in modo automatico. Nel caso della lettura, sono sequenze di lettere e suoni. Nel caso del movimento, sono sequenze di azioni motorie.

In sintesi: Il bambino dislessico non ha un "deficit di lettura" come problema isolato. Ha un cervello che elabora le informazioni in modo diverso — visivo e globale invece che sequenziale e lineare. Questa differenza si manifesta sia nella lettura che nella coordinazione motoria.

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Come Riconoscere i Segnali

Come si presenta nella vita quotidiana un bambino che ha difficoltà di coordinazione legate alla dislessia?

SEGNALI IN ETÀ PRESCOLARE:

  • Ritardo nel raggiungere le tappe motorie (gattonamento, camminata)
  • Impaccio nel vestirsi, svestirsi, abbottonarsi
  • Difficoltà a prendere al volo una palla
  • Movimenti lenti alternati a precipitazione
  • Difficoltà nell'eseguire due o più consegne
  • Disorganizzazione spaziale e temporale (prima/dopo, ieri/oggi/domani)

SEGNALI IN ETÀ SCOLARE:

  • Scrittura lenta, faticosa, illeggibile
  • Difficoltà a disegnare e usare le forbici
  • Non riesce ancora ad allacciarsi le scarpe
  • Mette i vestiti "al contrario" (prima i pantaloni poi le mutande)
  • Urta spesso le cose, rovescia i bicchieri a tavola
  • Evita gli sport e le attività fisiche di gruppo
  • Lentezza nell'eseguire qualsiasi compito
  • Difficoltà a copiare dalla lavagna

Spesso questi bambini vengono etichettati come "poco impegnati" o "distratti". In realtà, stanno usando tutta la loro energia per fare cose che per gli altri sono automatiche.

Attenzione: La ricerca ha dimostrato che le difficoltà motorie non migliorano spontaneamente con la crescita. I bambini imparano ad adattarsi e ad evitare le situazioni difficili, ma il problema di base rimane.

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L'Errore di Trattarli Come Problemi Separati

Ecco cosa succede spesso: il bambino riceve una diagnosi di dislessia e una di disprassia (o DCD). Poi inizia due percorsi diversi: logopedia per la lettura, psicomotricità per il movimento.

Ma se la radice è la stessa, perché trattarli come problemi separati?

I LIMITI DELL'APPROCCIO TRADIZIONALE:

  • Si lavora sui sintomi, non sulla causa
  • Il bambino deve seguire più terapie diverse
  • Spesso si usano strumenti compensativi che non risolvono il problema
  • Il percorso dura anni senza un vero miglioramento strutturale
  • Il bambino si sente ancora più "difettoso" perché ha "tanti problemi"

Il punto è questo: tuo figlio non ha "tanti problemi diversi". Ha un cervello che funziona in modo diverso — e quella differenza si manifesta in ambiti diversi.

La domanda giusta non è "come compenso ogni singolo problema?" ma "come insegno a mio figlio nel modo in cui il suo cervello impara naturalmente?"

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Come Aiutare Davvero Tuo Figlio

Se dislessia e difficoltà di coordinazione hanno la stessa radice — un modo diverso di elaborare le informazioni — allora la soluzione deve partire da lì.

Il cervello dei bambini dislessici elabora le informazioni in modo visivo e globale, non sequenziale e lineare. Questo non è un difetto — è semplicemente un modo diverso di funzionare.

COSA SIGNIFICA IN PRATICA:

  • Per la lettura: invece di decifrare lettera per lettera (sequenziale), si insegna a riconoscere le parole come immagini globali (visivo)
  • Per lo studio: invece di memorizzare in modo lineare, si usano mappe mentali e associazioni visive
  • Per il movimento: invece di scomporre ogni azione in passaggi, si visualizza l'obiettivo finale

Quando insegni al cervello a elaborare le informazioni nel modo che gli è naturale, i miglioramenti non si limitano alla lettura. Spesso i genitori notano che anche la coordinazione migliora, perché si sta lavorando sulla radice del problema.

Il Metodo DysWay parte proprio da questo principio: invece di compensare le difficoltà o trattare i sintomi separatamente, insegna al bambino a leggere e studiare nel modo in cui il suo cervello funziona naturalmente.

I risultati tipici:

  • In 3-4 settimane: primi miglioramenti nella lettura, il bambino inizia a sentirsi capace
  • In 6-8 settimane: progressi significativi, aumenta l'autostima
  • In 3 mesi: autonomia completa nello studio

Nota: Se le difficoltà di coordinazione sono molto marcate, può essere utile anche un supporto specifico di psicomotricità. Ma il punto di partenza dovrebbe essere sempre insegnare nel modo giusto, non compensare.

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Conclusione: Non Tanti Problemi, Ma Un Unico Modo Diverso di Funzionare

Se tuo figlio è dislessico e anche "goffo" nei movimenti, ora sai che non sono problemi separati. Sono manifestazioni diverse dello stesso modo in cui il suo cervello elabora le informazioni.

Questo non significa che sia "difettoso" o "malato". Significa semplicemente che impara in modo diverso — e ha bisogno che gli si insegni nel modo giusto.

La buona notizia? Quando si lavora sulla radice del problema — insegnando nel modo in cui il suo cervello funziona naturalmente — i miglioramenti si vedono su tutti i fronti. Non solo nella lettura, ma anche nell'autostima, nella sicurezza, e spesso anche nella coordinazione.

Tuo figlio non ha bisogno di essere "riparato". Ha bisogno di essere capito e di imparare nel modo giusto per lui.

Domande Frequenti

Mio figlio è dislessico ma non sembra avere problemi motori. È normale?

Sì. Non tutti i bambini dislessici hanno anche difficoltà di coordinazione evidenti. La comorbidità è frequente, ma non automatica. Ogni bambino ha un profilo diverso.

Mio figlio è "goffo" ma legge bene. Potrebbe comunque avere problemi a scuola?

Le difficoltà di coordinazione possono manifestarsi anche nella scrittura (disgrafia), nel disegno e nell'organizzazione dello studio. Vale la pena approfondire se ci sono difficoltà in questi ambiti.

A chi devo rivolgermi per una valutazione?

Per una valutazione completa, il riferimento è un neuropsichiatra infantile o uno psicologo specializzato in età evolutiva. Se sospetti anche difficoltà motorie, può essere utile una valutazione del terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (TNPEE).

Le difficoltà di coordinazione migliorano con la crescita?

Le ricerche dicono che nel 50-70% dei casi le difficoltà persistono oltre l'infanzia. I bambini imparano ad adattarsi e ad evitare le situazioni difficili, ma il problema di base rimane se non viene affrontato. Per questo è importante intervenire.

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