il dislessico edison e il suo fonografo

Thomas Edison: dislessico di Successo

Thomas Edison è famoso per aver inventato la lampadina, anche se in realtà è il padre di molte altre invenzioni: per la precisione 1093 brevetti! E non è tutto, oltre ad essere un grande inventore era un uomo di indiscusso successo, bravo a commercializzare “tutto quello che usciva” dal suo laboratorio.

Thomas Alva (in famiglia tutti lo chiamavano Al o Tom) nasce in america nel 1847. Un bel giorno, tornando a casa dalla scuola, il piccolo Edison consegna alla mamma una lettera del maestro, dicendole: “Si sono raccomandati di dartela, mamma”…

La madre apre la lettera, la legge e si mette a piangere. Con le lacrime agli occhi dice al figlio: «Qui c’è scritto che tu sei un genio, che tu sei così bravo che non puoi stare al livello dei tuoi compagni e che devo occuparmi io della tua educazione, in maniera personale».

Così la formazione di Thomas prosegue a casa anno dopo anno, la mamma lo segue, lo aiuta, risponde alle sue incessanti domande su come funzionano le cose e lo educa ad amare la lettura. A 13 anni Edison iniziò a lavorare vendendo dolciumi e giornali su un treno. Inoltre cominciò a lavorare come operatore telegrafico, stampò e distribuì il The Weekly Herald, il primo periodico composto e stampato su un treno. Anche The Times pubblicò un articolo su di lui e sul suo giornale.

La sua carriera di inventore decollò quando brevettò il fonografo, il primo apparecchio capace di registrare e riprodurre i suoni. Era già un inventore e un imprenditore di grande successo quando sua madre morì, nel 1908. Thomas, sistemando le poche cose rimaste in casa di sua madre, ritrova la lettera della maestra che aveva segnato la sua istruzione e, una volta aperta, legge queste parole:

“Gentile signora, vostro figlio ha lentezza nell’apprendere dovuta ad un ritardo mentale. La preghiamo vivamente di non mandarlo più nella nostra scuola.”

In quel momento i ricordi dell’infanzia affollarono la sua mente: si ricordò la scuola e il fatto che non gli piaceva neanche un po’. Il suo maestro, il reverendo G. Engle, e sua moglie che gli insegnavano a imparare le lezioni a memoria per poi ripeterle ad alta voce. La confusione che provava, dovuta al loro modo di insegnare. O l’apatia provata nello stare seduto e memorizzareA lui piaceva vedere le cose a modo suo, facendo domande per comprendere il funzionamento degli oggetti, utilizzando l’immaginazione e la sua manualità.

Invece doveva imparare in silenzio, mentre i brutti voti peggioravano ogni giorno.

In età adulta ha detto della sua esperienza scolastica: «Mi ricordo che non riuscivo mai ad andare d’accordo con la scuola. Ero sempre in fondo alla classe. Ero solito sentire che gli insegnanti non simpatizzavano con me, e che mio padre pensava che io fossi stupido».

Edison, ormai una celebrità grazie alla sua lampadina e alle sue numerose aziende, quel giorno pianse per ore nel ricordo felice dei giorni d’infanzia passati con sua madre, che invece rispondeva alle sue domande e gli lasciava lo spazio di esprimere la sua creatività. Si rese conto che molti anni prima sua madre gli aveva fatto il dono più grande che un genitore possa fare a suo figlio: aveva creduto in lui.

Con quel gesto aveva dimostrato che la capacità (o l’incapacità) di fare una cosa è solo un’idea e che, creando aspettative positive su quello che ci si aspetta da un individuo, egli trova la strada giusta per dare il meglio di sé e dimostrare il suo valore.

In generale, pensava che i bambini a scuola dovessero imparare a osservare la natura, più che utilizzare il tempo ad esercitare la memoria: «Bisogna incoraggiare il pensiero originale e il ragionamento», diceva Edison.

Dopo quel giorno Edison continuò a brevettare invenzioni, morendo all’età di 84 anni. Se facciamo un calcolo veloce possiamo vedere che egli fu così prolifico di idee da ideare un brevetto ogni 2 settimane circa.
C’è da chiedersi cosa sarebbe successo se sua madre gli avesse letto il testo originale di quella lettera… Sarebbe Edison diventato il genio che conosciamo oggi?

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