Difficoltà di apprendimento e autonomia? Ecco 5 passi per iniziare

Essere autonomi nello studio significa avere la capacità di organizzare da soli i tempi e le modalità di lavoro, di svolgere gli incarichi con successo senza aiuti esterni, nel rispetto delle scadenze.

La formazione scolastica punta fortemente alla conquista dell’indipendenza e alla responsabilizzazione degli studenti, ma bisogna riconoscere che purtroppo viene data molta importanza alla memorizzazione delle singole materie, senza che venga insegnato un metodo di studio efficace alla base.

Nel “triangolo magico” scuola – alunno – famiglia, i genitori rivestono un ruolo fondamentale. Sono loro, infatti, che possono dare la spinta decisiva ai figli: educarli a una gestione autonoma e responsabile, attuando strategie adeguate.

Già, perché l’autonomia nello studio significa anche autonomia nella vita. Per questo, è importante cominciare a lavorare su questo fronte il prima possibile.

In un momento come questo, la chiusura delle scuole e la didattica a distanza potrebbero causare grande confusione. In assenza di autonomia nello studio, la gestione delle lezioni e dei compiti da casa può diventare un vero incubo, sia per gli studenti che per le famiglie.

Allora, cosa si deve fare per conquistare la tanto ambita autonomia nello studio?

Te lo spiego in questo articolo, guidandoti passo passo.

Se sei uno studente, prova a fare da solo ciò che ti suggerisco nelle prossime righe.

Se sei un genitore, offri a tuo figlio le strategie e gli strumenti che sto per svelarti. Non demordere: il tuo ruolo di guida è imprescindibile. Principalmente se tuo figlio ha difficoltà nello studio e disturbi specifici di apprendimento, come la dislessia.

  1. Crea le condizioni ideali per lo studio
  2. Organizza le cose da fare con ordine e criterio
  3. Adotta una routine di studio
  4. Aiutati con strumenti di studio alternativi
  5. Difficoltà di apprendimento? Il metodo è un’ancora di salvezza

Crea le condizioni ideali per lo studio

Per prima cosa, è fondamentale creare l’ambiente e le condizioni ideali per studiare. Un ambiente ordinato significa una mente ordinata, quindi assicurati di mantenere la stanza ben assettata, pulita e organizzata. Tanto per cominciare, serve un tavolo sgombero (o una scrivania), grande abbastanza per avere a portata di mano l’indispensabile. Attenzione a non affollare la superficie di lavoro: il disordine è nemico della produttività.

Studia in un ambiente luminoso: scegli una stanza con una buona illuminazione naturale o artificiale. La mancanza di luce può affaticare gli occhi e generare stanchezza.

Infine, spegni il telefono per evitare distrazioni. In questi giorni di emergenza è più che mai importante mantenere la concentrazione, e non approfittare della situazione per trastullarsi.

Queste sono le regole base per concentrarsi sullo studio e gestire le cose da fare in maniera autonoma.

Organizza le cose da fare con ordine e criterio

In questi giorni, l’emergenza sta creando parecchie difficoltà, anche organizzative. Ma ti assicuro che sconfiggere il caos è possibile!

Prima di lanciarsi nello studio, bisogna organizzarsi a partire dalle disposizioni comunicate dalla scuola.

Ti consigliamo di seguire quotidianamente gli aggiornamenti provenienti dall’istituto scolastico, e di stampare tutti i documenti ricevuti, come ad esempio: circolari sulle modalità di didattica a distanza, informazioni sui provvedimenti per contrastare l’emergenza, istruzioni sulle lezioni e sui compiti da fare, materiale didattico ecc…

Fai una lettura globale di tutte le indicazioni fornite dalla scuola, per mettere a fuoco il quadro generale. Poi, soffermati sui dettagli facendo una lettura critica e attenta di tutti i documenti.

Una volta raccolte, analizzate e comprese tutte le informazioni, crea il tuo personale “calendario organizzativo”. Questo strumento si chiama masterplan: è un piano d’azione che consente di suddividere i lavori da fare in base al tempo a disposizione.

Come fare il masterplan? Serve un calendario e un foglio per scrivere. Per prima cosa, segna sul calendario tutte le scadenze. Poi, individua i giorni in cui sicuramente puoi studiare, tenendo conto degli altri impegni. A quel punto, distribuisci i compiti da fare tra i giorni disponibili, facendo in modo di terminare tutto nel rispetto delle scadenze.

All’inizio fare un masterplan può sembrare difficile. Ma con un po’ di pratica, può diventare una sana abitudine per gestire qualsiasi lavoro e impegno senza stress e ansie.

Adotta una routine di studio

Creare e seguire una routine è una strategia vincente su tutti i fronti, specialmente per rafforzare l’autonomia nello studio.

Per affrontare i compiti e i progetti scolastici con il piede giusto, è bene suddividere il lavoro in base al grado di complessità, e pianificare le assegnazioni nel masterplan dalle più facili alle più difficili (compatibilmente con le scadenze).

Perché? Beh, partire dalle attività più complesse potrebbe causare stress, frustrazione, demotivazione. Procedere in maniera graduale risulta sempre la scelta migliore.

Vediamo come organizzare una routine di studio al meglio.

Per prima cosa, è importante mantenere una frequenza puntuale e costante delle lezioni online. Non importa se l’insegnante parla da un computer, invece che dalla cattedra. La scuola resta sempre la scuola, anche a distanza.

Secondo punto, bisogna organizzare i compiti in cicli di studio. Ogni ciclo di studio dura un’ora e un quarto, ed è scandito da 3 tre fasi, così composte:

  1. 60 minuti di studio
  2. 10 minuti di pausa
  3. 5 minuti di ripasso

È possibile ripetere il ciclo di studio tutte le volte che si vuole, a seconda degli impegni e obiettivi della giornata. Ovviamente, la programmazione dovrà essere contenuta nel masterplan.

Questo metodo è valido in ogni circostanza e per qualunque studente. Soprattutto i ragazzi con Disturbi Specifici di Apprendimento, come la dislessia, trovano giovamento nell’applicazione dei cicli di studio: uno strumento che li rende autonomi e sereni.

Aiutati con strumenti di studio alternativi

La conquista dell’autonomia nello studio passa anche dall’utilizzo di un metodo di apprendimento efficace. Si fa presto a dire “trova il tuo metodo di studio”. La verità è che ogni persona è diversa. Ma non per questo non deve esistere una tecnica efficace per ognuno di noi.

Io che mi occupo di dislessia da molti anni, posso assicurarti che l’apprendimento visivo, per immagini, è la tecnica che riscontra maggiori successi, trasversalmente. Uno strumento di studio che consiglio vivamente è la mappa mentale.

Le mappe mentali (da non confondere con le mappe concettuali) consistono in una rappresentazione grafica del nostro pensiero. Ecco come realizzarne una in pochi, semplici passaggi.

Come si fa una mappa mentale?

  1. Prendi un foglio, una matita e dei colori.
  2. Metti il foglio in orizzontale
  3. Utilizza le parole chiave (non frasi)

Al centro del foglio si scrive o disegna l’argomento principale.

Poi, inserisci le varie diramazioni del tema, disponendole in senso orario a partire dal margine superiore destro del foglio.

Queste diramazioni primarie possono svilupparsi in altrettante diramazioni secondarie, andando a ricreare così un quadro completo dell’argomento.

Il senso di percorrenza utilizzato è il senso orario.

Perciò, nella parte sinistra del foglio, si partirà dal basso, completando tutti i rami e proseguendo verso la parte alta del foglio.

La mappa mentale è personale e soggettiva.

Organizzare concetti e informazioni in maniera visuale facilita l’apprendimento e stimola la memorizzazione. 

Questa strategia è di grande aiuto per tutti gli studenti, principalmente per i ragazzi dislessici, di qualsiasi età. 

La mappa mentale è quadro d’insieme che, a colpo d’occhio, dice più di mille parole. 

Trattandosi di una rappresentazione del tutto personale, la mappa mentale incentiva l’autonomia nello studio in una maniera che non risulta pesante né forzata. Anzi, è del tutto naturale, perché ricalca lo sviluppo del pensiero radiale prodotto dal cervello.

Ecco alcune mappe per darti un’idea visiva di come fa.




Un metodo efficace è l’ancora di salvezza

Nell’articolo ho parlato in maniera ricorrente degli studenti con difficoltà di apprendimento, DSA e dislessia. Questo perché a volte si tende a gettare la spugna troppo presto.

Tutti – proprio tutti – possono diventare indipendenti e responsabili nello svolgimento delle attività didattiche.

I genitori possono fare tantissimo a riguardo: hanno letteralmente il potere di plasmare il comportamento e le abitudini dei figli. 

“Insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi e a vestirsi può sembrare un lavoro ben più lungo e difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo, però non è affatto così”.

La guida dei genitori nella autonomia è fondamentale. Perciò, per stimolare i ragazzi ad essere responsabili e autonomi, nello studio come nella vita, occorre fornire le strategie e gli strumenti giusti (come quelli di cui stiamo parlando).

È importante ricordarlo sempre, anche in questi giorni convulsi scanditi dall’incessante sensazione di emergenza. Mai sostituirsi ai figli, mai fare qualcosa al loro posto. Via libera all’educazione al metodo e all’offerta di stimoli.

Entra nello spirito giusto e resisti!

In conclusione, posso dirti che per raggiungere la tanto ambita autonomia nello studio, non bisogna soffrire. Bisogna organizzarsi e mantenersi focalizzati sull’obiettivo. Tutto comincia da lì.

All’inizio può succedere di fare errori di valutazione nella pianificazione del masterplan, di avere difficoltà nella realizzazione della mappa mentale, di avere contrattempi che mandano tutto all’aria. 

Ma non bisogna mai perdere lo spirito positivo e l’approccio al problem solving. 

Ricorda sempre la regola delle 3 D, che tu sia uno studente o un genitore.

  • Determinazione: persisti, prova e riprova; alla fine ce la farai.
  • Disciplina: segui fedelmente i cicli di studio e il masterplan.
  • Decisione: resta concentrato e non cedere alle distrazioni.

Ecco, potrei riassumere così la ricetta per iniziare a guadagnarsi l’autonomia nello studio.

E adesso… Buono studio!