Area riservata

Perché gli strumenti compensativi sono dannosi?

May 10, 2021

Gli strumenti compensativi aiutano le prestazioni scolastiche dello studente.
Ma alla lunga possono essere dannosi.

Con l’introduzione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative, la scuola dice di consentire il successo scolastico anche delle categorie particolari, e per questo si reputa più inclusiva.

Ma gli strumenti compensativi hanno un risvolto negativo che tutti - scuola, genitori, studenti - sottovalutano.

Cerchiamo di capire quando è utile l’utilizzo degli strumenti compensativi e quando va evitato, per il bene dello studente.

 

Quando e a chi servono gli strumenti compensativi

È giusto e necessario rispettare le esigenze individuali di ogni singolo studente. Per questo esiste il Piano Didattico Personalizzato e i vari strumenti compensativi. Però non è questa la soluzione ideale per tutti i casi: occorre fare una valutazione razionale.

Invece di adottare gli strumenti compensativi sempre e comunque, sarebbe più utile capire se il ragazzo può risolvere le difficoltà con altre strategie. 

Nel caso della dislessia la soluzione non è compensare.
Serve solo imparare il metodo giusto.

Però la scuola non seguirà mai questa strada, perché il suo scopo è quello di offrire una didattica ed insegnamento standardizzato ed uguale per tutti.

Per questo motivo è importante che siano i genitori a riflettere sul da farsi: servono davvero gli strumenti compensativi, o forse è il caso di risolvere le difficoltà di studio una volta per tutte?

 

Quando gli strumenti compensativi NON sono la soluzione

È importante capire che gli strumenti compensativi e le misure dispensative non sono una strategia efficace né sostenibile nel lungo periodo. 

Gli studenti con dislessia possono superare le difficoltà in pochi mesi, seguendo un metodo di apprendimento a loro dedicato.

Allora, perché non provare a risolvere queste difficoltà?

Gli strumenti compensativi possono avere una certa utilità, ma che succede quando lo studente non ha la possibilità di usarli? E cosa succederà quando dovrà affrontare il mondo del lavoro?

Come fa un dislessico adulto se non sa leggere, non sa scrivere, non sa relazionarsi con gli altri, nella vita privata e professionale? 

Nel futuro del dislessico, al di fuori della scuola non ci sono strumenti compensativi e misure dispensative. Quindi, è necessario risolvere le difficoltà nel presente, durante gli anni della scuola, quando si ha ancora il tempo per farlo.

 

Non risolvere le difficoltà… può essere un danno irreparabile

Come ti ho già raccontato, sono dislessica e ho provato sulla mia pelle cosa significa condurre una vita da dislessica. Posso dirmi felice perché ce l’ho fatta, perché mi sono imposta di risolvere le mie difficoltà. Ma ti assicuro, è molto difficile farcela da soli.

Ho conosciuto tantissimi dislessici che credevano di non poter leggere correttamente e di non poter studiare in autonomia. 

Così, hanno portato addosso il peso della loro dislessia con ripercussioni gravi sulla loro vita.

Perché i dislessici devono accontentarsi di una vita di serie B? 

Tanti bambini e ragazzi dislessici hanno vissuto ogni giorno della loro vita in uno stato di agitazione perenne, prima di rivolgersi a noi. La scuola era fonte di paure e frustrazioni, non avevano amici, non avevano un briciolo di stima di sé. Non era solo la scuola ad andare male, tutta la loro vita andava male: si stavano perdendo le esperienze dell’infanzia e dell’adolescenza.

Tanti universitari dislessici, prima di rivolgersi a noi, hanno provato a frequentare l’università e si sono ritrovati a voler gettare la spugna: il carico di studio era troppo e non sapevano come gestirlo, gli esami scritti erano improponibili, e gli esami orali li mettevano in fortissima ansia.

Molti dislessici hanno sperimentato difficoltà enormi sul lavoro: i disturbi di lettura, scrittura o calcolo erano un ostacolo gigantesco, anche per svolgere mansioni semplici. Si sono ritrovati a cambiare tanti lavori, senza poter raggiungere una stabilità.

Qualcuno ha dovuto combattere con problemi relazionali ed emotivi, sul lavoro e nel privato. Non riuscivano a fare amicizia, ad avere relazioni sentimentali, a relazionarsi in maniera sana con i familiari… 

 

Uno sforzo nel presente per un futuro appagante

Tutto ciò di cui stiamo parlando - DSA, strumenti compensativi, PDP - sono temi recenti, entrati nella nostra quotidianità da appena 10 anni. C’è ancora tanta disinformazione e confusione.

Proprio per questo è fondamentale capire che ai dislessici non servono strumenti compensativi, ma un metodo di lettura e studio specifico per loro, capace di risolvere definitivamente alla radice le difficoltà.

I dislessici possono imparare a leggere e studiare.
Vale la pena fare uno sforzo oggi, per evitare danni domani.

Una volta eliminate le difficoltà della dislessia, il futuro sarà pieno di soddisfazioni, e avranno le stesse opportunità degli altri.

 

Cecilia Cruz